Descrizione
C’è un lavoro quotidiano, spesso invisibile, che contribuisce in modo decisivo alla sicurezza idraulica: è la manutenzione ordinaria del reticolo idrografico, svolta dal sistema della bonifica lungo fiumi, fossi, reglie e torrenti. Un’attività silenziosa ma strategica che quest’anno, in occasione della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, è diventata anche un momento di confronto e formazione rivolta direttamente ai cittadini.
Protagonista dell’iniziativa il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, che, nei giorni scorsi, ha eseguito una serie di interventi nel comune di Castiglion Fiorentino sul Torrente Vingone in Val di Chio, sulla Reglia della Misericordia, sul Rio Renello e su alcuni corsi d’acqua affluenti.
In una vallata come la Valdichiana, caratterizzata da pendenze minime, il deposito di terra e materiali sul fondo degli alvei è un fenomeno naturale e costante. Con il tempo, però, i sedimenti possono ridurre la capacità di deflusso delle acque e creare criticità, soprattutto in prossimità di ponti, attraversamenti e infrastrutture sensibili.
Da qui la necessità di interventi mirati di riprofilatura degli alvei, risagomatura delle sponde e gestione dei materiali accumulati. Operazioni che richiedono monitoraggi continui, valutazioni tecniche approfondite e una conoscenza precisa della dinamica dei corsi d’acqua.
“Non sempre togliere sedimenti significa aumentare la sicurezza. In alcuni casi un intervento non corretto potrebbe alterare gli equilibri dell’alveo e persino incrementare il rischio idraulico . Per questo i tecnici del Consorzio effettuano controlli costanti sul territorio, per individuare situazioni puntuali come barre di deposito o restringimenti localizzati, che possono compromettere il regolare deflusso delle acque”, ha sottolineato il Direttore Generale Tulio Marcelli.
“La gestione dei sedimenti rappresenta oggi una delle sfide più complesse della manutenzione idraulica, anche alla luce dei cambiamenti climatici e degli eventi meteorologici sempre più intensi. Nel piano delle attività di Bonifica 2026 sono previste attività di movimentazione dei sedimenti in oltre 34 km di corsi d’acqua in gestione oltre a centinaia di interventi puntuali di riprofilatura e risagomatura di alvei e sponde”, ha aggiunto l’ingegner Serena Ciofini, dirigente dell’Area Manutenzioni dell’Ente.
“I lavori che presentiamo oggi sono realizzati tenendo conto delle valutazioni del rischio idraulico definite nella metodologia operativa dell’ Autorità di Bacino Distrettuale dell’ Appennino Settentrionale e delle modalità di gestione del sedimento contenute nel protocollo operativo presentato da Anbi Toscana e Arpat condiviso dal Genio Civile e dalla Direzione Ambiente della Regione Toscana; solo attraverso questa sinergia si possono realizzare interventi di questo tipo ottimizzando gestione dei cantieri e costi ” aggiunge la Presidente Serena Stefani.
Ma non solo. Questa volta gli interventi realizzati sul territorio sono stati trasformati in un vero e proprio momento di divulgazione pubblica.
Dalle sponde del Vingone è infatti partito un “educational” attivo rivolto ai cittadini, promosso dall’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale insieme al Consorzio di Bonifica e ad ANBI Toscana.
L’obiettivo? Spiegare in modo semplice e concreto perché l’asportazione dei sedimenti non sia sempre utile o necessaria e come alcuni interventi richiesti possano risultare superflui o, in alcuni casi, persino dannosi per il corretto equilibrio del corso d’acqua.
Dall’incontro nasceranno brevi pillole informative digitali e risposte chiare alle domande più frequenti, con l’intento di rafforzare la cultura dell’acqua e della prevenzione per rendere i cittadini più consapevoli e partecipi nella gestione del territorio.
A tenere a battesimo l’iniziativa è stato il vicesindaco di Castiglion Fiorentino, Devis Milighetti: “La sicurezza del nostro territorio e dei cittadini – ha ricordato - si costruisce giorno dopo giorno, non solo attraverso le opere strutturali, ma soprattutto grazie a una costante e attenta manutenzione ordinaria. Far crescere la cultura dell’acqua e spiegare ai cittadini l’importanza di una gestione attenta e non improvvisata dei sedimenti e degli alvei è il modo migliore per renderli alleati e partecipi della sicurezza di tutti noi”.
“Quella presentata oggi è una prima sperimentazione dell’applicazione diretta dei criteri di gestione dei sedimenti definiti dall’Autorità di bacino attraverso la “Metodologia per la predisposizione di studi per la gestione dei sedimenti a livello di singola asta fluviale”, approvata a ottobre 2025, in attuazione dell’art. 117 comma 2-quater del d.lgs. 152/2006. La gestione dei sedimenti è un tema trasversale, che vede l’Autorità dell’Appennino Settentrionale, tra le prime, in Italia ad aver integrato, attraverso studi specifici, coerenti con la Metodologia, gli obiettivi di riduzione del rischio idraulico, fissati dal Piano di gestione del rischio di alluvioni con quelli di qualità dei corpi idrici e di tutela e recupero degli ecosistemi ai sensi della direttiva quadro acque. Al momento si tratta di studi su quattro aste fluviali pilota (Arno tratto casentinese, Ombrone grossetano, Serchio e Magra) ma l’obiettivo è quello di estendere gli approfondimenti ad altri bacini e di definire un modello di regionalizzazione del trasporto solido e criteri metodologici semplificati applicabili ad ogni bacino o asta fluviale. In questo caso le attività di monitoraggio portate avanti dal Consorzio sul Torrente Vingone in Val di Chio, sulla Reglia della Misericordia, sul Rio Renello e su altri corsi d’acqua affluenti permetteranno di integrare la Metodologia generale con azioni sito-specifiche, a scala di corpo idrico. La conoscenza, approfondita e sempre aggiornata, deve essere alla base di ogni azione di prevenzione, di mitigazione, di manutenzione e di gestione dei reticoli idrografici: disporre di un quadro conoscitivo aggiornato in continuo, quale è quello dei Piani di gestione, è fondamentale per individuare gli obiettivi da perseguire e impostare coerentemente le azioni sul territorio. Altrettanto importante è il coordinamento tra gli enti su questi temi e qui in Toscana siamo avanti. Non è un caso che lo scorso gennaio sia stato siglato un protocollo d’intesa, unico in Italia, tra Autorità di bacino, Regione Toscana, ANBI nazionale e ANBI Toscana per attuare una collaborazione pluriennale in materia di difesa del suolo, mitigazione del rischio idrogeologico, prevenzione, tutela e gestione delle risorse idriche e attuare le misure dei Piani di gestione”, ha commentato Gaia Checcucci, Segretario Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Settentrionale.
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Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2026, 13:11