Salta al contenuto principale
Regione Toscana
Accedi all'area personale

Bollettino fitopatologico olivo del 20 luglio 2026

Fase fenologica: pre-indurimento – inizio indurimento del nocciolo

Data :

21 luglio 2026

Categorie:
Ambiente
Argomenti:
Agricoltura
Bollettino fitopatologico olivo del 20 luglio 2026
Municipium

Descrizione

Di seguito alcune considerazioni generali su possibili problematiche

CAOLINO PER CONTROLLARE LO STRESS IDRICO

Il caolino – che, come il rame, al momento opportuno può essere utilizzato per il controllo della mosca dell’olivo, sfruttando la sua natura repellente e anti-deposizionale nei confronti di questo fitofago – spruzzato sulla chioma degli olivi sembra essere in grado di ridurre lo stress da calore grazie al suo colore bianco, che riflette la luce e abbassa la temperatura della chioma degli alberi.

Il caolino permane a lungo sulla vegetazione. È quindi possibile effettuare un trattamento anche in questo periodo che, oltre a favorire una minore disidratazione della pianta, contribuisca a proteggerla da eventuali futuri attacchi di mosca.

LA CASCOLA FISIOLOGICA DELLE DRUPE

In questa stagione possiamo, con una certa frequenza, assistere alla cascola di alcune delle olive già allegate presenti sulla pianta.

L’eliminazione dei frutti da parte dell’olivo è un meccanismo fisiologico attraverso il quale la pianta tende ad autoregolare il proprio carico produttivo, in base alle risorse a sua disposizione e all’andamento dei fattori ambientali esterni.

In altre parole, riducendo il numero di frutti, l’albero adegua il proprio sforzo produttivo alle risorse disponibili, sostenendo la crescita di un numero di frutti adeguato e proporzionato alla capacità dell’apparato radicale, agli elementi minerali disponibili, alla superficie fogliare, alla risorsa idrica e alle temperature esterne.

Anche se in maniera non uniforme, ma variabile a seconda degli areali, dei suoli e delle varietà, questo è spesso il motivo per cui, tra giugno e luglio, a una distanza di circa 6-8 settimane dalla fioritura e prima della lignificazione dell’endocarpo, ovvero prima della fase di “indurimento del nocciolo”, possiamo assistere a una cascola fisiologica riguardante una parte delle drupe.

IL FABBISOGNO IDRICO DELL’OLIVO DALLA FASE DI INDURIMENTO DEL NOCCIOLO

A partire dall’indurimento del nocciolo, il frutto diventa un grande assimilatore di acqua. Il fabbisogno idrico della pianta aumenta quindi considerevolmente e il frutto finisce per competere con la crescita vegetativa. Per questo è facile che, a partire da questa fase fenologica, l’olivo entri in deficit idrico.

Ovviamente molto dipende dall’andamento della stagione che, se calda e secca, non facilita le cose.

L’olivo è un albero molto resistente alla siccità, ma l’espansione del frutto, che comincia proprio con l’indurimento del nocciolo, richiede, tra gli altri fattori, anche un adeguato flusso di acqua.

Durante questa fase fenologica, quindi, il frutto diventa un grande assimilatore e compete con la crescita vegetativa, producendo un cambiamento significativo nel rapporto d’acqua all’interno dell’albero.

INFLUENZA DELLE ALTE TEMPERATURE SULL’ATTIVITÀ DELLA MOSCA DELLE OLIVE

La ricerca conferma che temperature superiori ai 30-32 °C rappresentano un serio ostacolo per lo sviluppo della mosca, in particolare per le larve. Oltre questa soglia, l’ovideposizione diminuisce e la mortalità delle uova e delle larve aumenta in modo significativo.

Nelle ore più calde della giornata l’attività della mosca si riduce drasticamente. Questo offre all’olivicoltore un’opportunità, poiché l’efficacia degli eventuali trattamenti fitosanitari contro questo fitofago può essere massimizzata applicandoli nelle fasce orarie di maggiore attività dell’insetto, ovvero al mattino presto o verso sera, quando le temperature sono più miti e la mosca risulta più attiva e recettiva ai trattamenti.

La conoscenza dell’influenza delle temperature sull’attività e sulla vita della mosca consente inoltre di:

  • Pianificare i monitoraggi, concentrando i controlli nei periodi in cui le temperature sono vicine a quelle ottimali, comprese tra 25 e 30 °C, quando il ciclo vitale è più rapido e il potenziale di danno è maggiore.
  • Valutare il rischio: durante le ondate di caldo, con temperature superiori ai 32-35 °C, si può registrare una sorta di “tregua naturale”. È però necessario essere pronti a intervenire non appena le temperature scendono, poiché la mosca potrebbe riprendere rapidamente la propria attività.
  • Adattare la difesa integrata, utilizzando modelli previsionali che integrino i dati meteorologici per stimare lo sviluppo della mosca. Questi strumenti possono aiutare a prevedere i picchi di infestazione e a ottimizzare i trattamenti, riducendo gli interventi non necessari.

La biologia della mosca delle olive, fortemente legata alla temperatura, può quindi fornire importanti indicazioni per un controllo più razionale e sostenibile, in linea con i principi della difesa integrata.

Da questo punto di vista, conoscere le sue soglie termiche significa trasformare il caldo da nemico in un potenziale alleato.

PRINCIPI ATTIVI E PRODOTTI UTILIZZABILI CONTRO LA MOSCA DELLE OLIVE

A titolo informativo si riportano i possibili principi attivi e prodotti utilizzabili contro questo fitofago e le loro caratteristiche.

Impiegare esclusivamente formulati registrati per la coltura dell’olivo.

Prodotti non biologici

Principio attivo

Tempo di carenza

Acetamiprid (*)

21 oppure 7 giorni, secondo la formulazione commerciale

Deltametrina

7 giorni

Cipermetrina

3 giorni

Flupyradifurone

14 giorni

Cyantraniliprole – Cyazypyr® (**)

7 giorni

Lambda-cialotrina (*)

14 giorni

(*) Per acetamiprid e lambda-cialotrina è necessario utilizzare esclusivamente prodotti e formulati commerciali registrati per l’olivo e, nello specifico, contro la mosca.

(**) Il cyantraniliprole, nome commerciale Exirel® Bait, può essere utilizzato alla dose di 75 ml/ha, in combinazione con un’esca attrattiva a base di proteine idrolizzate, come Visarel® o Flyral®, alla dose di 1,25 l/ha. Sono consentiti al massimo tre interventi all’anno, rispettando un intervallo di sette giorni tra i trattamenti.

Prodotti e soluzioni utilizzabili anche in agricoltura biologica

Prodotto o principio attivo

Tempo di carenza

Spinosad, esclusivamente nei formulati Spintor Fly, Syneis Fly o Tracer Fly

7 giorni

Piretro, esclusivamente nei formulati registrati contro la mosca dell’olivo

1 giorno

Azadiractina A

3 giorni

Olio minerale

0 giorni

Beauveria bassiana, ceppo ATCC 74040

0 giorni

Caolino, polveri di roccia, zeoliti e bentoniti

0 giorni

Trappole Attract&Kill

0 giorni

Decis Trap Olivo

0 giorni

Peptide sistemina

0 giorni

Bacillus thuringiensis var. israelensis¹

3 giorni

Con acetamiprid, deltametrina, cipermetrina, flupyradifurone, cyantraniliprole e lambda-cialotrina, la persistenza, ovvero il periodo durante il quale il prodotto rimane efficace contro la mosca sulla vegetazione, è da considerarsi di circa 10-14 giorni, salvo piogge dilavanti superiori ai 30 millimetri.

I prodotti utilizzabili in agricoltura biologica devono essere impiegati con metodologie appropriate. La loro persistenza è generalmente bassa e può quindi essere necessario prevedere più di un trattamento.

Lo spinosad, nei formulati Spintor Fly, Syneis Fly o Tracer Fly, per il proprio meccanismo d’azione e per la metodologia di utilizzo, deve essere impiegato in anticipo rispetto ai normali insetticidi, poiché svolge un’azione preventiva. Non deve essere mescolato al rame.

Il piretro, essendo un prodotto non selettivo, è poco consigliabile.

Per l’azadiractina devono essere utilizzati esclusivamente prodotti registrati per l’olivo.

Anche l’olio minerale, come il piretro, è un prodotto non selettivo e risulta quindi meno consigliabile.

¹ Varietà specifica per i ditteri.

Beauveria bassiana

La Beauveria bassiana è un fungo entomopatogeno che agisce per contatto contro diversi fitofagi. Nel caso della mosca sembra tuttavia avere soprattutto un’azione repellente.

Le spore del fungo, una volta distribuite sulla superficie del frutto, svolgono un’azione preventiva, scoraggiando l’ovideposizione.

Su questo prodotto esistono attualmente poche ricerche basate su prove di campo, ma sono in corso sperimentazioni dedicate.

Caolino, polveri di roccia, zeoliti e bentoniti

Il caolino, così come le polveri di roccia, le zeoliti e le bentoniti, può essere impiegato per ricoprire gli olivi e renderli meno attrattivi per le femmine di Bactrocera oleae.

Questi prodotti non hanno un’azione insetticida, ma esclusivamente repellente nei confronti della mosca, analogamente al rame. Devono quindi essere utilizzati preventivamente, prima delle possibili infestazioni.

Trappole Attract&Kill e Decis Trap Olivo

Le trappole Attract&Kill, analogamente alle Decis Trap Olivo, attirano la mosca dell’olivo grazie ad attrattivi cromotropici, alimentari o sessuali, come i feromoni.

Gli esemplari vengono poi eliminati attraverso gli insetticidi di cui la trappola è imbevuta oppure mediante colle o liquidi.

Queste trappole presentano tuttavia un costo elevato, anche in considerazione del numero di postazioni necessarie per ettaro: indicativamente una trappola per pianta oppure una ogni due o tre piante, in base alla grandezza degli alberi e al sesto d’impianto.

Devono inoltre essere installate per tempo, all’inizio della stagione. Per le Decis Trap Olivo, la cattura massale prevede 75 trappole per ettaro.

Prodotti rameici

L’impiego di prodotti rameici, con un tempo di carenza di 14 o 21 giorni secondo la formulazione commerciale, come la poltiglia bordolese, scoraggia la femmina dall’ovideporre, poiché ricopre le drupe.

Il rame, oltre ad avere un’azione repellente e anti-deposizionale contro la mosca, analogamente al caolino, alla Beauveria bassiana, alle polveri di roccia, alle bentoniti e alle zeoliti, è efficace nel contrastare i batteri presenti sulle foglie dell’olivo, fondamentali per lo sviluppo della Bactrocera oleae.

Gli studi dimostrano che i batteri simbionti hanno un impatto significativo sulla mosca dell’olivo, influenzandola sia a livello nutrizionale sia comportamentale. Riducendo tali batteri, si influenza negativamente il benessere della mosca.

Alcuni studi hanno evidenziato anche la validità del trattamento rameico nell’inibire o quantomeno rallentare la maturazione delle uova e l’ovideposizione, oltre a produrre una certa mortalità negli stadi larvali più giovani.

Rame e caolino, mescolati insieme, risultano parzialmente attivi anche contro i colpi di sole.

I prodotti rameici devono tuttavia essere utilizzati tenendo conto dei limiti annuali di rame impiegabili in campo, generalmente pari a quattro chilogrammi di rame metallo per ettaro, per anno e per coltura.²

Peptide sistemina

I peptidi sono sostanze composte da amminoacidi.

Il peptide sistemina, nello specifico, riduce le ovideposizioni e il numero di frutti infestati grazie all’emissione di particolari composti volatili, che possono agire come difesa o come molecole di segnalazione.

I peptidi vegetali possono rappresentare uno strumento più ecologico per gestire la mosca dell’olivo, grazie alla loro capacità di attivare o innescare risposte di difesa delle piante contro i parassiti, riducendo significativamente le ovideposizioni.

Questi prodotti non sono tuttavia risolutivi contro la mosca, ma si limitano a ridurre le possibili ovideposizioni.

² Il Regolamento UE 1981/2018 ha limitato la quantità di rame utilizzabile sulle colture a 28 chilogrammi per ettaro di rame metallo, variabili in base alla percentuale di rame presente nel prodotto utilizzato, nell’arco di sette anni, con conseguente aggiornamento del Regolamento UE 540/2011.

Il limite massimo di 28 chilogrammi per ettaro può quindi essere ripartito sulle sette annate, con una media di quattro chilogrammi per anno, per ettaro e per coltura, come previsto dal decreto direttoriale del Ministero della Salute.

In un singolo anno è possibile utilizzarne una quantità superiore, purché il totale complessivo dei sette anni rimanga entro i 28 chilogrammi per ettaro e per coltura.

Il settennato previsto dal Regolamento si è concluso nell’annata 2025. Per quanto riguarda il rame, la scadenza è stata prorogata al 30 giugno 2029 dal Regolamento di esecuzione UE 2025/1489, che ne ha modificato la scadenza ma non la sostanza.

Le applicazioni di prodotti rameici effettuate nella stagione 2026 chiuderanno quindi il settennato iniziato nel 2020. Per il conteggio dei 28 chilogrammi di rame metallo per ettaro, nell’anno in corso si dovrà tenere conto dei quantitativi cumulati nel periodo 2020-2025.

Analogamente, il 2027 chiuderà il settennato iniziato nel 2021, e così via fino alla data del rinnovo.

Il calcolo del quantitativo di rame applicabile nel 2026 e negli anni successivi dovrà quindi essere effettuato secondo la logica del “settennato mobile”, andando ogni anno a ritroso e considerando i quantitativi applicati negli ultimi sette anni.

Sono sconsigliabili altri prodotti, soprattutto se venduti senza patentino per uso hobbistico, anzitutto per il costo elevato rispetto alla quantità di principio attivo acquistata. Sulla loro efficacia e funzionalità permangono inoltre alcuni dubbi e, in determinati casi, possono presentare residui riscontrabili anche dopo un lungo periodo.

MOSCA DELLE OLIVE – Bactrocera oleae

Monitoraggi

Località

Installate il 29 giugno 2026

6 luglio 2026

13 luglio 2026

20 luglio 2026

Taragnano – Santa Cristina

2 postazioni

0 – 0

0 – 0

0 – 0

Noceta

2 postazioni

0 – 1

1 – 0

0 – 1

Montecchio – Le Comunanze

2 postazioni

0 – 2

1 – 0

0 – 2

La Nave – Castroncello – Brolio

2 postazioni

0 – 0

0 – 1

0 – 1

Cozzano Alto

2 postazioni

0 – 0

0 – 0

1 – 0

Mammì

2 postazioni

0 – 1

2 – 4

0 – 2

Santa Margherita

2 postazioni

0 – 0

1 – 2

1 – 1

Pieve di Chio

2 postazioni

0 – 0

0 – 1

0 – 1

Col di Bidone

2 postazioni

0 – 3

0 – 2

1 – 2

Bacerne Alte

2 postazioni

0 – 3

6 – 7

5 – 4

L’andamento termico, caratterizzato da alte temperature, influisce negativamente sui voli, come indicato nel precedente approfondimento relativo all’influenza delle alte temperature sull’attività della mosca delle olive.

I voli risultano ancora assenti, bassi o sotto soglia e comunque in calo rispetto alla settimana precedente. Il dato relativo al 20 luglio è quello dell’ultimo controllo.

Non sono necessari interventi.

Vista la fase fenologica, si raccomanda comunque attenzione nel caso in cui dovessero verificarsi abbassamenti termici più duraturi e un aumento dell’umidità relativa dell’aria, condizioni che, al momento, non risultano previste.

TIGNOLA DELL’OLIVO³ – Prays oleae

La prima generazione, che attacca i fiori, è terminata.

Soprattutto nelle zone in cui lo scorso anno si siano verificati problemi con questo fitofago, è opportuno installare trappole a feromoni per il monitoraggio dei voli.

Nel caso della tignola, le trappole forniscono indicazioni sulla curva di volo delle generazioni, ma non una stima effettiva della popolazione larvale.

Questa dovrà essere valutata in funzione delle infestazioni dello scorso anno, verificando la presenza di drupe colpite dalla caratteristica galleria che procede dal peduncolo verso il nocciolo.

La soglia di intervento dovrà essere valutata attraverso il riscontro della presenza delle uova sui frutticini e delle prime olive attaccate.

In caso di cascola delle olive accompagnata dalla sintomatologia descritta, contattare il tecnico.

³ La tignola dell’olivo compie tre generazioni all’anno. La prima, in primavera, attacca i fiori ed è detta “antofaga”; la seconda attacca le olive ed è chiamata “carpofaga”; la terza attacca le foglie ed è detta “fillofaga”.

Solo la seconda generazione, che attacca le olive, deve essere particolarmente attenzionata. È comunque utile monitorare le altre due generazioni, per stabilire l’effettivo potenziale nel prosieguo della stagione in corso, nel caso della prima generazione, oppure nella stagione successiva, nel caso della terza.

COCCINIGLIA MEZZO GRANO DI PEPE – Saissetia oleae

Soprattutto nelle zone in cui l’anno precedente sia stata riscontrata la presenza di questo fitofago, è opportuno cominciare a controllare visivamente le piante.

La cocciniglia è facilmente riconoscibile per la caratteristica forma degli scudetti, simili a un granello di pepe diviso a metà. Gli scudetti sono costituiti dalle femmine adulte della specie e contengono al loro interno le uova che, schiudendosi generalmente attorno alla metà di luglio, generano numerosissime neanidi.

Nei nostri areali, sia per le condizioni climatiche avverse sia per la presenza di numerosi antagonisti naturali, questo fitofago non genera generalmente danni rilevanti.

È comunque buona norma mantenerlo sotto controllo visivo e contattare il tecnico qualora lo si ritenga necessario.

CICLOCONIO O OCCHIO DI PAVONE – Spilocaea oleaginea

I trattamenti a base di rame sono in genere già stati effettuati.

MARGARONIA O PIRALIDE DELL’OLIVO – Palpita unionalis

Questo insetto, come la tignola dell’olivo, è un lepidottero, ovvero una farfalla.

Non è sempre presente in maniera consistente né uniformemente distribuito. Può causare danni alla vegetazione, in particolare ai giovani germogli, e, più raramente, anche alle drupe.

Compie da quattro a cinque generazioni all’anno, in base alle stagioni e agli areali.

Potature e concimazioni equilibrate, limitando la vigoria dei nuovi germogli, contribuiscono a evitare infestazioni rilevanti.

Particolare attenzione deve essere posta alla pulizia periodica dei polloni, che rappresentano alcuni dei fusti preferiti dalla piralide.

ROGNA DELL’OLIVO – Pseudomonas savastanoi

La malattia è presente in molti areali olivicoli. Si può quindi affermare che il potenziale infettivo sia importante in tutti gli ambienti.

I trattamenti a base di rame possiedono un effetto batteriostatico. Pertanto, in concomitanza con eventi grandinigeni, è indispensabile effettuare un intervento entro 36-48 ore dalla grandinata.

I trattamenti eseguiti più tardivamente non producono alcun effetto.

Le altre strategie di contenimento della malattia saranno affrontate nei bollettini autunnali.


CONTATTI

Per ogni altra informazione contattare il Comune di Castiglion Fiorentino

Telefono: 0575 65641

Ufficio Ambiente e Sviluppo: 0575 656415

Tecnico Coldiretti – Luigi Montesi: 347 5560170

Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2026, 19:55

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Valuta il Servizio

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito?

1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?

1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli?

2/2

Inserire massimo 200 caratteri
È necessario verificare che tu non sia un robot