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Bollettino fitopatologico olivo del 13 luglio 2026

Voli ancora assenti, bassi o sotto soglia. Vista la fase fenologica ancora non recettiva all’attività di questo fitofago e l’assenza di catture significative, non sono necessari interventi.

Data :

14 luglio 2026

Categorie:
Ambiente
Argomenti:
Spazio Verde
Bollettino fitopatologico olivo del 13 luglio 2026
Municipium

Descrizione

METEO
Generalmente sereno o poco nuvoloso con temperature massime in aumento fino a 37-38° verso metà settimana. Al momento non sono previste piogge, tuttavia, vista la variabilità delle previsioni meteo a più lunga scadenza, è bene controllarle periodicamente anche per regolarsi nell’effettuare eventuali trattamenti.

OLIVO
Fase fenologica: ingrossamento olive – pre-indurimento nocciolo

CAOLINO PER CONTROLLARE STRESS IDRICO
Il caolino – che, come il rame al momento opportuno può essere utilizzato per il controllo della mosca dell’olivo sfruttando natura repellente e anti-deposizionale nei confronti di questo fitofago – spruzzato sulla chioma degli olivi sembra essere in grado di ridurre lo stress da calore grazie al suo colore bianco, che fa riflettere la luce e abbassando la temperatura della chioma degli alberi. Il caolino permane a lungo nella vegetazione, quindi è possibile fare un trattamento anche in questo periodo che, oltre che a favorire una minore disidratazione della pianta, vada a coprire eventuali futuri possibili attacchi di Mosca.

LA CASCOLA FISIOLOGICA DELLE DRUPE
In questa stagione possiamo, con una certa frequenza, assistere alla cascola di alcune delle olive già allegate presenti nella pianta. L’eliminazione dei frutti da parte dell’olivo è un meccanismo fisiologico con cui la pianta tende ad autoregolare il proprio carico produttivo in base alle risorse a sua disposizione e all’andamento dei fattori ambientali esterni. In altre parole, riducendo il numero di frutti, l’albero adegua il suo sforzo produttivo alle risorse disponibili sostenendo la crescita di un numero di frutti adeguato e proporzionato alla capacità dell’apparato radicale, agli elementi minerali disponibili, alla sua superficie fogliare, alla risorsa idrica disponibile, alle temperature esterne, ecc. Ora – anche se in maniera non uniforme ma variabile a seconda degli areali dei suoli e delle varietà – questo è spesso il motivo per cui in questo periodo, cioè tra giugno e luglio ad una distanza di circa 6-8 settimane della fioritura prima della lignificazione dell’endocarpo ovvero prima della fase di “indurimento del nocciolo”, possiamo assistere ad una cascola fisiologica riguardante una parte delle drupe.

IL FABBISOGNO IDRICO DELL’OLIVO DALLA FASE DI INDURIMENTO DEL NOCCIOLO DELL’OLIVA
A partire dall’indurimento del nocciolo, il frutto diventa un grande assimilatore di acqua. Quindi il fabbisogno idrico della pianta aumenta considerevolmente ed il frutto finisce col competere con la crescita vegetativa. Per questo è facile che – a partire da questa fase fenologica – l’olivo entri in deficit idrico. Ovviamente molto dipende dalla stagione che, se calda e secca certo non facilita le cose. Per fortuna l’olivo è un albero molto resistente alla siccità, ma l’espansione del suo frutto, che comincia proprio con l’indurimento del nocciolo, richiede, tra gli altri fattori, anche un adeguato flusso di acqua. Durante questa fase fenologica quindi, il frutto diventa un grande assimilatore e compete con la crescita vegetativa, producendo un cambiamento significativo nel rapporto d’acqua nell’albero.

MOSCA DELLE OLIVE – Bractocera Oleae

Monitoraggi

 

Località Installate 29 giugno 2026 06 luglio 2026 13 luglio 2026
Taragnano Santa Cristina 2 postazioni 0 – 0 0 – 0
Noceta 2 postazioni 0 – 1 1 – 0
Montecchio Le Comunanze 2 postazioni 0 – 2 1 – 0
La Nave Castroncello Brolio 2 postazioni 0 – 0 0 – 1
Cozzano Alto 2 postazioni 0 – 0 0 – 0
Mammi 2 postazioni 0 – 1 2 – 4
S. Margherita 2 postazioni 0 – 0 1 – 2
Pieve di Chio 2 postazioni 0 – 0 0 – 1
Col di Bidone 2 postazioni 0 – 3 0 – 2
Bacerne Alte 2 postazioni 0 – 3 6 – 7

 

Voli ancora assenti, bassi o sotto soglia. Il dato nella colonna evidenziata in giallo è quello dell’ultimo controllo. Vista la fase fenologica ancora non recettiva all’attività di questo fitofago e l’assenza di catture significative, non sono necessari interventi. Non siamo ancora in una fase fenologica pienamente idonea per la riproduzione della mosca. Si ricorda, infatti, che, nei nostri areali, l’eventuale attività di ovideposizione della femmina di Bractrocera oleae (mosca dell’olivo) inizia dalla fase fenologica di indurimento del nocciolo. Tuttavia siamo arrivati alla fase di pre-indurimento del nocciolo, per questo occorrerà cominciare a tenere sotto controllo non solo i voli, ma anche le temperature e l’umidità dell’aria dei nostri areali. Infatti l’attività di questo fitofago trova il suo ambiente ottimale con temperature tra i 23 e i 26° e un’umidità relativa dell’aria attorno al 75%. Per questo occorrerà cominciare a pensare – là dove temperatura e umidità dovessero cambiare e le catture aumentare – di verificare visivamente le olive anche effettuando, se lo si ritiene necessario, un campionamento delle stesse, circa 100 olive, prelevandone 2 o 3 a pianta da piante diverse e ad altezza d’uomo, magari già dalla prossima settimana.

TIGNOLA DELL’OLIVO¹ – Prays Oleae
La prima generazione che attacca i fiori è terminata. Soprattutto là dove lo scorso anno si siano verificati problemi con questo fitofago, installare le trappole a feromoni per il monitoraggio dei voli. Nel caso della tignola le trappole forniscono indicazioni circa la curva di volo delle generazioni, ma non una stima effettiva della popolazione larvale. Questa dovrà essere valutata in funzione delle infestazioni dello scorso anno, con drupe colpite dalla caratteristica galleria procedente dal peduncolo verso il nocciolo. La soglia di intervento sarà da valutarsi tramite il riscontro della presenza delle uova sui frutticini e delle prime olive attaccate. In caso di cascola di olive con la sintomatologia descritta contattare il tecnico.

¹ La Tignola dell’olivo compie tre generazioni all’anno di cui la prima, in primavera, a danno dei fiori ed è detta per questo “Antofoga”, la seconda invece attacca le olive e per questo è chiamata “Carpofoga”, e infine la terza generazione attacca le foglie e per questo è detta “Fillofaga”. Solo la seconda generazione che attacca le olive è da attenzionare. Le altre due generazioni è utile monitorarle al fine di stabilire l’effettivo potenziale nel prosieguo della stagione in corso, per la prima generazione, o in quella successiva, per la terza generazione.

COCCINIGLIA MEZZO GRANO DI PEPE – Saissetia Olea
Soprattutto là dove l’anno precedente se ne fosse riscontrata la presenza, cominciare a controllare visivamente le piante per vedere se presentano questo fitofago, facilmente riconoscibile proprio per la caratteristica forma di un granello di pepe diviso a metà, mezzo grano di pepe, degli scudetti, ovvero le femmine adulte della specie, contenenti al loro interno le uova che, quando si schiudono generalmente attorno alla metà di luglio, generano numerosissime neanidi. Nei nostri areali in genere, sia per le condizioni climatiche avverse, sia per i numerosi antagonisti naturali, questo fitofago non genera grossi danni. È comunque buona norma tenerlo sotto controllo visivo contattando il tecnico se lo si ritiene necessario.

CICLOCONIO O OCCHIO DI PAVONE – Spilocaea Oleaginea
I trattamenti a base di rame sono in genere già stati effettuati.

MARGARONIA O PIRALIDE DELL’OLIVO – Palpita Unionalis
Questo insetto, come la Tignola dell’olivo, è un lepidottero, una farfalla. Non è sempre presente in maniera consistente né uniformemente distribuito. Può causare danni alla vegetazione, in particolare ai giovani germogli, e, più raramente, anche alle drupe. Compie da 4 a 5 generazioni all’anno secondo le stagioni e gli areali. Potature e concimazioni equilibrate, limitando la vigoria di nuovi germogli, evitano grosse infestazioni. Molta attenzione va posta alla pulizia periodica dei polloni, essendo questi tra i fusti preferiti dalla piralide.

ROGNA DELL’OLIVO – Pseudomonas Savastanoi
La malattia è presente in molti areali olivicoli pertanto, si può affermare che il potenziale infettivo sia importante in tutti gli ambienti. I trattamenti a base di rame possiedono un effetto batterio statico quindi, in concomitanza di grandinate, è indispensabile effettuare un intervento entro 36-48 ore dall’evento grandinigeno. Trattamenti eseguiti più tardivamente non sortiscono alcun effetto. Altre strategie di contenimento della malattia la rimandiamo ai bollettini autunnali.


Per ogni altra informazione contattare il Comune di Castiglion Fiorentino

Tel. 057565641

Ufficio Ambiente e Sviluppo – Tel. 0575656415

Oppure il tecnico della Coldiretti:

Montesi Luigi – 3475560170

Ultimo aggiornamento: 15 luglio 2026, 18:55

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