Descrizione
“A Palazzo Reattelli in Corso Italia, si racconta che ci abbia soggiornato Papa Leone XIII, il Papa che aveva scelto di chiamarsi come quello in carica dall'8 maggio dello scorso anno, divenuto Papa Leone XIV. Storie di altri tempi per le vie del centro storico”.
Rivelata dal sindaco Mario Agnelli questa affascinante quanto suggestiva scoperta, che trova conferma, che “rende” la Città di Castiglion Fiorentino parte integrante della storia passata e quella attuale.
Ma partiamo dalla storia recente, allo scorso 8 maggio, durante le celebrazioni per il Santo Patrono, San Michele Arcangelo, quando S.E. Andrea Migliavacca, Vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, mentre visitava la restaurata Chiesa di Sant’Agostino venne proclamato Papa Leone XIV, il primo Papa nella storia proveniente dagli Stati Uniti d’America e il primo appartenente all'Ordine di Sant’Agostino, oltre ad essere il successore di Papa Leone XIII che ha, appunto, nel passato soggiornato più volte a Castiglion Fiorentino nel Palazzo Reattelli ubicato lungo Corso Italia.
Per raccontare questa storia bisogna, quindi, andare indietro nel tempo di quasi 200 anni, per la precisione, al 19 gennaio 1846 quando Vincenzo Gioacchino Raffaele Luigi Pecci venne nominato Arcivescovo ad personam di Perugia a causa del decesso di monsignor Carlo Filesio Cittadini, vescovo della città umbra.
In quel periodo nacque una sincera e profonda amicizia con Ferdinando Reattelli, uomo probo e lungimirante, Medaglia d’Oro alla Pubblica Istruzione e Medaglia di Bronzo al Valor Civile, proveniente dalla vicina Castiglion del Lago, che decise di realizzare un palazzo signorile proprio a Castiglion Fiorentino; e su consiglio dello stesso prelato, l’Arcivescovo Pecci, si avvalse della professionalità e delle idee avveniristiche dell’architetto Luigi de Cambray Digny direttore delle fabbriche architettoniche granducali (1778-1843) che progettò la scala interna di Palazzo Reattelli; una scala concettualmente molto moderna visto rendeva “liberi” gli uni dagli altri gli ambienti di casa, in pratica non ci sono stanze collegate che rivestono anche la funzione di “corridoio”.
E in questo palazzo, di volta in volta, ha soggiornato Papa Leone XIII, tant’è che gli attuali proprietari, i fratelli Piero, Laura ed Eleonora, bisnipoti di Ferdinando Reattelli, gli hanno dedicato una stanza la “camera del Papa” ancora oggi allestita come allora con mobili e tendaggi dell’epoca.
Storie di altri tempi, quindi, che si intrecciano con il presente o con trame storiche, durante la Prima Guerra Mondiale il “Busto di Sant’Orsola” venne custodito murandolo in una nicchia a Palazzo Reattelli, che creano narrazioni potenti, fornendo memorie, segreti e passioni. Questi racconti non rappresentano solo la memoria di una famiglia ma quella di una collettività che negli anni si è trasformata.
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Ultimo aggiornamento: 21 aprile 2026, 13:19